Male:scelta dell’uomo o scelta di Dio?

Cosa è il male? Tutti noi ci siamo posti questa domanda e per trovare una risposta abbiamo iniziato a ragionarci su. Nel corso della storia molti pensatori hanno provato a dare una definizione di questo comune ma complicato concetto. Leibniz lo definì “piccolo non essere”, per Teilhard De Chardin il male è fonte di un cammino dell’uomo ancora incompiuto, secondo Marx invece il tutto si ricondurrebbe ad un problema economico piuttosto che etico. Il pensiero contemporaneo non fornisce una definizione di male in quanto ritiene che quest’ultimo sia un concetto soggettivo che dipende dalla coscienza di ogni uomo; da questo pensiero deriva la visione neuro-etica, la quale arriva a negare l’esistenza del male riconducendo tutte le azioni dell’uomo a processi neurofisiologici comportando un’irreversibile perdita della responsabilità morale.

Nella nostra personale riflessione, abbiamo definito il male come ciò che va contro la natura dell’uomo e delle cose. Ma come possiamo conciliare la bontà e la misericordia di Dio con l’esistenza del male? Come conciliare Dio ed Auschwitz?

Il male deriva da uno dei più grandi doni che Dio ha fatto all’uomo, quello della libertà. Se l’uomo non potesse scegliere tra bene e male non sarebbe libero e quindi non sarebbe stato creato ad immagine e somiglianza di Dio. Nella scelta però non siamo lasciati soli ma siamo guidati dalla nostra coscienza che ci allarma di fronte al male; questo tuttavia non deve far scattare in noi delle presunzioni o meccanismi di difesa che ci portano a pensare di eliminare personalmente il male o di ignorarlo. A volte corriamo il rischio di diventare degli “scrupolosi” ossessionati dalla colpa, arrivando a pensare di non meritare il perdono di Dio e rifiutando in tal modo la misericordia e l’amore di Dio. Per uscire da questa difficile situazione bisogna capire che Dio non castiga ma dona misericordia e questo si può riscontrare in tutta la storia della salvezza la quale è stata un continuo scappare da Dio che nonostante tutto ci è sempre venuto incontro. A questo proposito basti pensare alla parabola del figliol prodigo (Lc,15) dove il figlio dopo essersi abbassato al livello dei porci viene riaccolto a braccia aperte dal padre riacquistando in toto la dignità persa.

Sperando di avervi dato spunti di riflessione, vi invitiamo al prossimo incontro che si terrà il giorno 6 Marzo 2014 in occasione del quale discuteremo del male dal punto di vista fisico.

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