L’Università e lo studio: due binari per la vita

Articolo di Eleonora Bertoia

“Chi viene alle soglie dell’Università, per titubante che sia nel varcare il venerando limitare,muove il passo con un’intima risolutezza, alla quale chiunque ami la vita universitaria porta sempre, anche se anziano da un pezzo, una rispettosa ammirazione”. Con le parole di G.B. Montini, allora giovane Assistente ecclesiastico della FUCI, si apre il secondo incontro a lui dedicato, organizzato per gli universitari nella parriostudio-carta-dello-studenteocchia di Santa Teresa; aiutati da don Luca Peyron, cerchiamo di comprendere meglio i discorsi ai giovani, collocati nel più ampio pensiero di papa Paolo VI. Ascoltando le parole del papa torniamo tutti indietro nel tempo, nel giorno del nostro ingresso nell’ateneo: inquietudine, dubbio, curiosità, eccitazione, ammirazione… ci sembra di ripercorrere idealmente ed emotivamente i primi istanti di vita universitaria. Ci accorgiamo, in effetti, che tutto è veicolato da “un’intima risolutezza”, cioè la spinta verso un dovere ignoto, la coscienza di non sapere, la fame di conoscenza che costituirà la locomotiva trainante della carriera universitaria. Infatti non esiste ostacolo più grande nell’acquisizione di conoscenze che l’illusione di sapere già. Ed è in questo momento che si capisce il valore dello studio: non meccanico accumulo di conoscenze, ma intimo moto che sistematizza lo scibile e lo interiorizza senza forzature. Per dirla alla Montini “dilatazione della luce interiore fino agli estremi margini della propria ignota personalità”. Quindi lo studio diventa mezzo per conoscere e conoscersi, acquisendo un’aura di sacralità. Lo studio, la scienza, la sapienza, diventano i binari per condurci sempre in luoghi diversi, per noi inesplorati. Occorre però prestare attenzione a non considerare lo studio come mero strumento per raggiungere un fine, dal momento che alto è il rischio che questo atteggiamento si rifletta poi nelle relazioni della nostra vita. L’Università, quindi, non è solo più un luogo, un tempo o un insieme di persone, ma diventa un’attitudine, un modo di affrontare la vita. Ed è con questo spirito che ci auguriamo di imparare a viaggiare giorno dopo giorno.

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